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Inviata in missione questa mattina, all'Esselunga. A me toccano i lavori più ingrati, ma come disse qualcuno, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare. Mentre cammino tra le corsie, investo uno sciura col carrello e tiro su dal banco salmone scozzese, penso che devo avvicinarmi alle casse. Una fila interminabile di esseri umani con carrello, tutti con aria rassegnata e paziente, ma non io. Io in quel momento vorrei avere solo una cosa: il dono del calcio rotante di Chuck Norris. Le bionde, si sa, sono irascibili.

Il fatto che questa sia l'ultima settimana di ferie mi fa sentire come se mi avessero rubato un piatto di lasagne dopo 3 mesi di digiuno.

Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. Groucho Marx

A volte sei così pieno di parole che a stento escono. Vogliono uscire tutte insieme e alla fine nessuna viene fuori. Tra il rumore della brace della sigaretta, l'aria che sa di neve e le parole, il tempo scorre. Ed è vita.

Esiste forse qualcosa di più bello e paciarottoso del Natale? la risposta è no. Mi mancano solo 3 cose: un camino acceso, mamma ho perso l'aereo alla tele e un plaid nuovo. Per il resto sono negli standard degli altri anni: sono un tortellino da brodo con i capelli biondi.

Una felice giornata di ritrovo familiare, tavolata con canedele e delirio anarchico alimentare. Non mi è chiaro perchè i miei pensino che io non possa avere fame la sera, pur essendo stata a tavola con ziette, cugini e quant'altro fino alle 17 suonate a magnare. Si signori, io avevo fame sta sera. Ma nulla di cucinato era nel mio raggio d'azione. Quindi ho preso il brodino vegetale istantaneo, quello che ha quel bel color verde mela, ci ho schiaffato dentro le Tempestine (Sig. Barilla, se lei per caso legge il mio blog vorrei complimentarmi con Lei per l'invenzione delle Tempestine, la pastina più amata da tutte le ottantenni del mondo, e da me) e ho cenato alla luce del mio albero di Natale. Home sweet home.
(Vorrei altresì ringraziare la mia mamma che non perde mai l'occasione dei ritrovi familiari per ricordare a tutti che io in casa non so fare un cazzo).
E allora Buon Natale agli amici vicini e lontani, agli amici ritrovati e andati, a chi c'è stato, a chi ho incontrato per caso, a chi ho incontrato in viaggio e ha avuto una parola per me e un caffè, alla mia famiglia, a questo anno in giro per il mondo, alle mie ambizioni, ai miei sogni, a te che sei speciale. E naturalmente a Pongo e a tutti i cagnolini del mondo.
Domani è la vigilia di Natale. Oggi compro il giornale e segno con un pennarello rosso tutti i film natalizi in programma, mi sparo un Condorello, sto sul divano con le luci spente e l'albero acceso e leggo i Peanuts. E poi sto col naso incollato al vetro per vedere se nevica. 
Un caffè e una cicca a Kingston, 9.00 del mattino. Due chiacchere. Non ve lo devo descrivere, venite a leggerlo.