Ho iniziato ad andare in palestra ® mi serve l’abbigliamento giusto ® ho già qualcosa ma la fuori ci deve essere una marea di abbigliamento fitness inesplorato ® devo immediatamente uscire a fare shopping.
(Lo so, Jane Fonda sarebbe dalla mia parte).
E' più facile invadere uno staterello nemico e estremista del sud est asiatico piuttosto che metterci d'accordo per una serata. Capacità organizzativa da migliorare.
Nuotare in una piscina a cielo aperto è fichissimo. Avere mezz'ora di crampi da lacrime con tanto di medico che ti porta una bustina di potassio un pò meno.
Lavorare quando il calendario segna ancora agosto è controproducente per la felicità dell'essere umano. E non.
Pranzo fuori con i miei. 3/4 bicchieri di vino a 13.5 gradi. Risata incontenibile. Mia mamma scandalizzata. Mio papà no. "Papà ma tu sei preciso?" - "Certo". Uomini d'altri tempi.
Salgo sull'aereo, tratta Bangkok - Milano, e mi danno una copia di Vogue USA. Una specie di Olimpo su carta patinata, pesa 3 kg, 10.000 pagine di puro, sfavillante, sfacciato glamour. Cerco di eludere lo stewart indonesiano che ha mangiato la foglia: si ciccio, me lo voglio portare a casa. Cerco di infilarlo nella borsa ma è piena. Lui mi guarda. Si avvicina.."sorry you can take other magazines but this one, may I give you this?" e mi da una specie di Novella 2000 tailandese. Lo incenerisco con lo sguardo e me ne vado. La prossima volta mi porto un trolley apposta e una bomboletta di spray al peperoncino.
L'idea che le vacanze sono quasi finite, l'idea che tra poco tornero' in ufficio, l'idea che ritornero' alla vita normale dove tutti si aspettano qualcosa da te si avvicina molto al mio concetto di tristezza cosmica.
Un caffè e una cicca a Kingston, 9.00 del mattino. Due chiacchere. Non ve lo devo descrivere, venite a leggerlo.